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Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Ottobre 2006 06:00

<<Il tratto essenziale del costruire è l’edificare luoghi mediante il disporre i loro spazi. Solo se abbiamo la capacità di abitare, possiamo costruire>>[1]. Illudendoci di saper creare spazi magici seppur semplici e ordinati, traduciamo all’interno delle case l’idea che il progetto emerga quasi spontaneamente dallo spazio in cui è inserito. Poinché la razionalizzazione gli spazi interni è dettata dall’esigenza di abitare di ogni singola realtà, nessuono spazio da noi progettato è uguale ad un altro, benché alla base li accomuni il desiderio di ricreare un luogo dove vivere quotidianamente e allo stesso tempo sentirsi liberi, come in vacanza.

Condivideno il pensiero sulla “Casa” di un nostro collega architetto: <<I giornalisti, nel corso di questi ultimi anni, hanno cercato di spingerci verso il cattivo gusto degli artisti moderni. Io vorrei tentare di spingervi verso il vostro cattivo gusto personale>>[2] tentiamo di fornire al singolo progetto la soluzione secondo noi ottimale, modellandola sul suo fruitore. Nei nostri lavori ci rendiamo infatti conto di quanto sia vero nello sviluppo del progetto che<<La vostra casa cresce con voi e voi crescete con la vostra casa>>[3], anche a scapito di idee che talvolta, dal punto di vista dell’architetto, appaiono geniali e intriganti.

 


[1] M. Heidegger, SAGGI E DISCORSI, Mursia, Milano, 1999, pag. 107

[2] A. Loos, PAROLE NEL VUOTO, Adelphi edizioni, Milano, 1996, pag. 185

[3] A. Loos, PAROLE NEL VUOTO, Adelphi edizioni, Milano, 1996, pag. 185

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Ottobre 2009 07:12
 

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